domenica 4 settembre 2016

Solitudine

Alle volte ti si senti solo.
 Non di quella solitudine che ti pacifica e ristora, 
ma quella che ti serra la gola, che ti spaventa. 
Troppo silenzio alle volte fa male 
quanto le grida e gli insulti. 
Nel vuoto che senti intorno
 il baratro che vedi sotto i tuoi piedi 
è un orrido nero.
 
Vorresti una carezza, una mano sulla spalla,
 un abbraccio, un bacio lieve. 

La tua forza vacilla e fatichi a trovare 
il ritmo costante del respiro.
Non hai molta scelta, devi andare avanti 
ed affrontare i tuoi giorni, le tue paure, il tuo dolore.

Non è un lamento è uno sguardo intorno
 dove chi credevi ci dovesse essere non c'è.

Forse ha più paura di te? 
Forse non gliene importa un bel niente? 
Forse ha trovato altro da fare? 
Forse si è dimenticato quanto puoi essere fragile? 

Intanto tu senti solo il silenzio, cerchi un riparo 
che non hai, da parte di nessuno. 

mercoledì 24 agosto 2016

Passato che torna

Ogni volta è la stessa angoscia


ricordi

I soliti rumori, la pentola sul fuoco, la tavola apparecchiata, è quasi ora di cena di una giornata qualsiasi, nulla di speciale. Guardiamo il telefilm mentre Giorgio gioca quieto con le macchinine. Comincia il telegiornale ma perchè mai Giorgio sta saltando sul divano?
Ma dov'è Giorgio?
Chi salta?
Chi fa ondeggiare il lampadario?
Perchè si muove il tavolo?
Com'è che tutto prende vita?
Dobbiamo fuggire è il terremoto!
Le nostre mani si uniscono in una morsa e ci trasciniamo verso l'uscita dopo aver recuperato il piccolo che stordito dalla confusione ci interroga ma solo con lo sguardo.
La catenella della porta non si apre, presto, presto facciamo presto. Fuori:
Le scale sembrano non finire mai, le grida riempiono l'androne del palazzo, il terrore è palpabile.
Non riesco più a pensare solo il movimento mostruoso del pavimento riesce a catturare i miei pensieri. Non posso fare nulla per difendermi.
Ma cos'è questo frullo d'ali che sento nel mio pancione appena accennato? Anche la mia bambina sente il mio terrore ed a suo modo me lo fa capire.
Ora sono fuori nel grande piazzale, mi guardo intorno il rumore della paura è assordante.
Lo sguardo è attonito.
L'unica certezza è quella di essere vivi.
E' il 21 novembre 1980.

La tensione e la paura ci circondano, cerchiamo allora di raggiungere i nonni ma è un'impresa difficile il traffico di Napoli non si smentisce nemmeno questa volta.
Per fortuna il percorso è breve.
Un abbraccio stempera il terrore. Tutti insieme si affronta meglio la paura.

Come si fa a non ricordare tutto questo in giorni così?

martedì 23 agosto 2016

Mio fratello rincorre i dinosauri


E' il racconto della quotidianità, della vita di una famiglia 
con un figlio/fratello disabile affrontato 
con sensibilità e delicatezza.

La disabilità qui si fa persona ed interagisce
 con la crescita dei familiari. 
Una realtà che non viviamo e che guardiamo 
sempre con compassione, vista attraverso gli occhi 
ed il cuore di un ragazzo.

La sua leggerezza, le sue difficoltà nell'accettare 
il fratello così diverso e problematico, 
sono struggenti. 
Un libro-diario che mi ha coinvolto e commosso.

martedì 16 agosto 2016

Saggezza

Ho fatto la dura, non ho lasciato perdere, 
sono stata anche un po' strxxza. 

Le ore sono scivolate via leggere lo stesso,
 la bellissima casa con annessi giardino e piscina,
ci ha accolto ed ha stemperato i malumori,
mi sono ritrovata incredibilmente sola 
a guardare la luna, a riflettere nella notte,
 ad ascoltare il chiacchiericcio lontano. 
C'era la musica di canzoni anni 70 
di cui conoscevo tutte le parole,
c'era il profumo delle sardine ai ferri,
c'era il pallone che rimbalzava sul muro,
c'era il profumo del giardino che sorprendeva 
come un regalo inatteso 
c'era il pianoforte con una sonata di Schumann 
che rapisce sempre.  

Oggi è un altro giorno, ed io che strxxxza non sono le ho mandato un vasetto della mia marmellata, 
quella più buona. 

Ho teso la mano, adesso tocca a te mia cara.
 Vediamo se l'età e la saggezza ti suggeriscono qualcosa di buono. 

P.s. Nessuno è stato buttato dalla rupe, magari è solo inciampato.


sabato 13 agosto 2016

Pensieri

Ora dopo un giro in bicicletta che mi ha portato, 
con il gentile consorte,
 a percorrere strade soleggiate e solitarie,
 attraverso la fertile campagna della pianura padana,
 diciamo che va meglio. 

In occasione di questo periodo difficile e complicato, 
ho avuto modo di verificare, 
se mai ce ne fosse stato bisogno,
che quando hai un problema grosso e duro 
non puoi contare che su poche, pochissime persone.

 E' una realtà assodata ma ogni volta 
che ti capita di sbatterci il naso,
ci stai male e l'amarezza resta a lungo 
e appesantisce il cuore. 

Quelli che restano sono gli amici di vecchia data, 
gli altri si squagliano come neve al sole. 
Ognuno si trincera dietro alle proprie difficoltà,
 le tue, per quanto enormi siano, sono irrilevanti. 

Non contano le disponibilità, l'affetto, l'amicizia dimostrate. 

Adesso devo farmi passare il dispiacere, 
avere lo spirito zen 
e andare avanti facendo finta che non sia successo niente, preparandomi però a valutare
 chi vale la pena di buttare dalla rupe e chi può restare. 

Sono certa che la sera di ferragosto quando ci ritroveremo 
tutti insieme amabilmente a cena, 
saprò sorridere ma sarò sicuramente poco discorsiva.